
ATTRAVERSARE IL DOLORE
Come sentirsi al sicuro nel proprio corpo per attraversare il dolore del parto
Evento LIVE online per future e neo mamme, doule, professionisti sanitari.
Domenica 7 giugno 2026
18.00 – 20.30
ZoomL’incontro si svolgerà online dal vivo.
La registrazione sarà disponibile per chi compra il workshop.Diciamoci la verità: i corsi preparto insegnano strumenti per gestire il dolore che non sono davvero efficaci...
Tipicamente concentrano l'attenzione su strategie piuttosto superficiali. Alle donne si parla di respirazione, luci soffuse, musica, visualizzazioni; elementi che possono sostenere la fisiologia del parto, ma che sicuramente non bastano quando il travaglio entra nella sua dimensione più intensa, profonda e trasformativa. Il lavoro richiesto per una reale preparazione al travaglio è completamente diverso. Parte da altre basi.
Il dolore del parto non va nè sopportato nè negato. Per quanto inteso, per quanto difficile, possiamo davvero imparare ad affrontarlo senza soccombere. Non solo: possiamo addirittura imparare a utilizzarlo per accrescere il nostro senso di consapevolezza e sicurezza nell’essere madri.
Il programma del workshop
Intro
-Perché i classici strumenti di gestione del dolore non sono sufficienti
-La disconnessione mente-corpo: il vero limite nella preparazione al travaglioIl Corpo
-Differenza tra percepire e interpretare il dolore
-Allenare la presenza corporea, esercizi e strumenti pratici
-Come stare nella sensazione senza opporsiIl sistema nervoso
-Come il sistema nervoso influenza la percezione del dolore
-Risposte di attacco-fuga, allerta, congelamento
-Rivivere le memorie di trauma in travaglio
-Sviluppare consapevolezza e regolazione-Ossitocina e stress
La Mente
-Cosa accade al dialogo interno durante il travaglio
-Meccanismi di fuga, controllo e resistenza
-Strategie per guidare la mente nei momenti intensiEsperienza vissuta
Valentina, mamma di tre, racconta le sue esperienze di parto.Laura racconta la sua esperienza di ostetrica.
Docenti
Laura Latina
Il mio viaggio da ostetrica e da donna è iniziato nel 2008, quando ho sentito forte il bisogno di andare oltre la teoria dell'università e immergermi davvero nella realtà del parto al di fuori dell'Italia. Sono partita per il Burundi, e poi negli anni successivi ho lavorato con Medici Senza Frontiere in diversi paesi: Malawi, Sud Sudan, Kenya, occupandomi anche della gestione di centri nascita e della formazione ostetrica. Sono state esperienze intense, che mi hanno insegnato tantissimo, non solo dal punto di vista clinico, ma soprattutto umano. Poi mi sono trasferita a Londra, dove ho lavorato come ostetrica di comunità, seguendo le donne nei parti a domicilio. Lì ho approfondito ancora di più un approccio che sento molto mio: rispettare la fisiologia della nascita e sostenere davvero le donne nelle loro scelte. Nel tempo ho continuato a spostarmi e a crescere: in Afghanistan ho gestito una maternità con numeri enormi, più di 20.000 parti l’anno. E parallelamente ho studiato, prendendo un master in salute riproduttiva. Dal 2016 ho lavorato come consulente internazionale sempre con Medici Senza Frontiere, girando tanti contesti diversi — Nigeria, Uganda, Pakistan, Bangladesh e tanti altri— con un obiettivo chiaro: trasformare i servizi ostetrici rendendoli più rispettosi, più umani, più centrati sulle donne. E in questo percorso ho formato centinaia di ostetriche.
A un certo punto però ho sentito che mancava un pezzo. Così sono tornata nel Regno Unito, in un ruolo di leadership nei servizi di maternità, ma soprattutto ho iniziato ad approfondire il tema del trauma e della consapevolezza. Mi sono formata nel metodo Compassionate Inquiry con Gabor Maté, e questo ha cambiato profondamente il mio modo di stare accanto alle donne. Oggi integro questo approccio nel lavoro perinatale, perché credo che la nascita non sia solo un evento fisico, ma anche emotivo e profondamente trasformativo. Da tutto questo è nato anche “The Portal”, un programma che ho creato per accompagnare le donne in questo passaggio così importante, unendo esperienza clinica e lavoro interiore.
Ecco, se devo dirlo in modo semplice: il mio lavoro è stare accanto alle donne, davvero. Ascoltarle, sostenerle, e creare uno spazio in cui possano sentirsi libere, rispettate e protagoniste del loro percorso. Dopo oltre 3000 nascite assistite e 18 anni da ostetrica porto una richhezza che spero possa essere a servizio delle famiglie.
Valentina Vitali
Sono mamma di tre bambini, uno nato in ospedale e due a casa.
Non sono mai stata particolarmente brava a gestire il dolore e ho una soglia di tolleranza piuttosto bassa. Eppure, lavorando su me stessa, sono riuscita ad acquisire le competenze giuste per gestire il travaglio in modo efficace.
Vi racconterò senza fronzoli come ho vissuto i miei tre parti. Cosa ho sentito, cosa ho pensato, tutte le volte che sarei voluta scappare e che ho resistito a quello che stava accadendo.
Parleremo di quello che ho imparato durante e dopo il primo parto, di come sia cambiata la mia prospettiva e di quali strumenti pratici e concreti mi sono avvalsa per affrontare il mio secondo e terzo parto in maniera diversa.
Riconosco, rispetto e onoro i guardiani e i custodi delle terre in cui viaggio e vivo. Onoro gli antenati e le famiglie del passato, del presente e del futuro. Possano i loro insegnamenti essere sempre con noi.
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